| |
 |
Intervista
«Nonostante
non ci siano grandi strutture materiali, la nostra
comunità si fonda su veri rapporti di fede e di
amicizia». Don Humberto Gomez, parroco di Santa
Caterina da Siena, sorride. Sorta più di trenta
anni fa, la parrocchia non ha mai avuto una chiesa
propria giacché il terreno individuato allora
per la costruzione (donato dai padri Marianisti)
si scoprì essere zona archeologica e quindi piena
di vincoli all’edificazione. Tutte le attività
pastorali infatti vengono svolte in un prefabbricato,
mentre le celebrazioni sacramentali vengono fatte
nella vicina chiesa dell’Istituto delle Suore
della Misericordia. «Malgrado le difficoltà, il
parroco che mi ha preceduto, don Aldo Zega, ha
saputo creare un clima di intimità e di famiglia,
grazie anche al fatto che, vivendo a contatto
in piccoli spazi, la gente sente maggiormente
il calore umano». La
comunità parrocchiale di S. Caterina da Siena
si trova nel quartiere Appio Latino, a ridosso
delle Mura Latine e della via Appia Antica. I
suoi abitanti sono circa 6mila, con una grande
percentuale di persone anziane, anche se, ultimamente,
si sta verificando un crescendo di famiglie giovani.
La maggior parte delle volte si tratta dei nipoti
che tornano ad occupare le case dei loro nonni.
Dal punto di vista sociale, gli abitanti del quartiere
appartengono al ceto medio ma non sono pochi gli
anziani costretti ad andare avanti con una pensione
minima che, tuttavia, riescono a vivere dignitosamente.
«I poveri – spiega don Humberto - sono tanti,
grazie anche alle vicinanze della stazione Termini.
Da qui è nata l’idea di far nascere un Centro
d’ascolto guidato dallo storico gruppo Caritas.
Ogni martedì, secondo un proprio turno, ricevono
un pacco-viveri.
È stata fatta la scelta di non dare soldi se non
nei casi da noi conosciuti. Un valido gruppo di
volontarie, inoltre, gestisce i diversi momenti
di incontro personale con chi ha bisogno di cercare
un lavoro e avere assistenza medica». Sempre per
quanto riguarda l’aspetto della solidarietà, dai
giovani è nato il gruppo Do-mani di Solidarietà:
un osservatorio sui diversi problemi del quartiere.
Improntato a dare forza alla carità fattiva, prepara
i volontari che desiderano seguire gli anziani
e i malati. Inoltre, organizza incontri e dibattiti
sulla povertà nel mondo e gestisce un banco con
prodotti del commercio equo e solidale. «Si può
dire, senza peccare di orgoglio, che il nostro
clima di amicizia e fraternità è confermato dal
fatto che un’altissima percentuale di bambini
– molti dei quali non appartengono proprio al
nostro territorio parrocchiale e che noi accogliamo
sempre con piacere - continua a frequentare la
parrocchia anche dopo la Comunione», periodo nel
quale tanti normalmente abbandonano le comunità.
«Abbiamo fatto la scelta pastorale di non ridurre
a cinque anni il catechismo ma di proporre tutti
i sei anni. In questo modo cerchiamo di convincere
i genitori e i ragazzi che il catechismo non è
tanto, o solo, una preparazione ai sacramenti,
ma alla vita». E così circa 35 giovani catechisti
preparati accuratamente, grazie all’aiuto di un’insegnate
di religione, si occupano di seguire gli oltre
260 bambini iscritti.
Dopo
la celebrazione della Cresima invece gli adolescenti
vengono invitati a fare parte in maniera attiva
di un cammino chiamato MR (Movimento Ragazzi),
dando ad ogni MR il numero dell’anno in cui i
membri hanno celebrato la Confermazione. «L’itinerario
proposto – spiega Concita, una storica animatrice
- dura cinque anni con un progetto che viene svolto
da un sacerdote e due animatori per gruppo. Gli
incontri sono settimanali. Una volta al mese,
poi, tutti i gruppi di adolescenti si incontrano
per vivere un momento di preghiera e di fraternità.
I più grandi, invece, formano il gruppo Emmaus,
proprio perchè come i discepoli del vangelo basano
il cammino di fede sull’ascolto della Parola e
sulla frazione del pane nell’Eucaristia». Per
le famiglie esistono invece alcune proposte specifiche,
che danno la possibilità di seguire un vero e
proprio cammino di crescita. Il gruppo Arcobaleno
propone un cammino di spiritualità volto a riscoprire
il dialogo e la preghiera nella vita di coppia:
gli incontri sono mensili e vengono seguiti dal
sacerdote e da alcune coppie con più esperienza.
Il gruppo Camminare Insieme, nato da un anno circa,
è rivolto soprattutto a tutti coloro che pur desiderando
un cammino familiare non ne avevano la possibilità
o perché divorziati o perché con partner pigri.
Inoltre, ogni quindici giorni le stesse famiglie
propongono alle altre famiglie della parrocchia
un’ora di adorazione con uno schema di preghiera
preparato da loro. Ma anche il progetto culturale
orientato in senso cristiano è presente con il
gruppo Agape che organizza gite, mostre e cineforum
e che propone il giovedì culturale. Quest’anno,
oltre alla lettura e alla spiegazione della Divina
Commedia, il protagonista sarà Mozart con la sua
musica. Il vero fiore all’occhiello di Santa Caterina
da Siena però resta l’oratorio, con la sua scuola
calcio.
Nei
pochi spazi a disposizione infatti un grande staff
di genitori ben preparati segue più di 130 bambini
ogni sabato mattina, insegnando loro non solo
a tirare due calci ma soprattutto cosa significhi
far sport in maniera formativa. «Tutto questo
– conclude don Humberto - si può realizzare anche
grazie alla grande intesa e collaborazione tra
sacerdoti, nonché al fondamentale aiuto del consiglio
pastorale che, proprio in questo periodo, sta
preparando il terreno per far vivere alla comunità
una grande missione popolare con i Francescani
di Fano che nel mese di marzo proporranno il vangelo
di Cristo casa per casa. Naturalmente ci sono
anche tante cose che vanno cambiate, rivedute.
Ci affidiamo allo Spirito di Cristo, l’unico che
sa fare nuove tutte le cose».
11
gennaio 2006
|